Segnaliamo alla attenzione di quanti con simpatia ed interesse culturale seguono 'Stanzedarte' la presenza di nuovi documentari nella sezione 'Filmati'
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Stanzedarte per l'economia e la politica
Stupirà molto, probabilmente, gli affettuosi ed abituali visitatori di "Stanzedarte" osservare che il sito dedichi qualche spazio 'anche' a questioni solo apparentemente estranee alla sua specificità vocazionale e, cioè, al mondo dell'arte.
Questi spazi, che, già promettiamo, saranno piccoli e minimali nelle quantità, intendono, però, essere la testimonianza attiva di una militanza civile e, soprattutto, la esplicitazione genuina del fatto che la nostra convinzione a proposito dello statuto dell'arte è che vada rigorosamente negata la sua pretesa 'neutralità', consacrata nell'orribile formula dell' 'arte per l'arte'.
Arte è conoscenza e, quindi, di necessità, non è neutrale. Se non è neutrale, essa è sempre politica. Non per questo, però, è partitica, perché l'arte, data la sua universalità, non ha bisogno di essere 'di parte'. E, detto questo, la premessa può bastare.
Rimane ribadito, pertanto, inoltre, che "Stanzedarte" è sempre e 'solo' un sito di ripensamento critico-storiografico di documentazione culturale con privilegio d'attenzione al mondo delle arti figurative.
Vorremmo intervenire, in questa nostra 'prima' sortita 'politica' con una piccola osservazione di carattere economico ed aprire, sul punto, una discussione con quanti riterranno opportuno considerare degne di attenzione le nostre valutazioni.
Si dice abitualmente: "Il convento è povero, i monaci sono ricchi", per attestare la differenza di condizione che caratterizza la ricchezza nazionale accumulata nei conti correnti dei risparmiatori, ma assolutamente latitante nelle casse dello Stato.
In questa condizione (che, peraltro, da un bel po' di tempo, vede diminuire anche la 'ricchezza' dei monaci) si intende fare ricorso, per mettere in equilibrio il sistema, alla leva fiscale, mozzando il fiato alla classe media, inasprendo la pressione della tassazione e deprimendo, di conseguenza, investimenti e consumi.
La timida proposta di "Stanzedarte" è la seguente: non si potrebbe promuovere una sottoscrizione (obbligatoria) da parte dei risparmiatori di una quota del 20% dei propri depositi con garanzia di restituzione ad un anno, con un reddito garantito del 4% esentasse e salvaguardia del capitale, al fine di promuovere una robusta iniezione di credito all'impresa ad un tasso del 7%? Lo sbilancio tra il 4% garantito ai risparmiatori ed il 7% pagato dagli imprenditori sarebbe giustificato dagli oneri di spesa ed assicurativi alle Banche - compreso un 1% alla BCE - per potere gestire tutta l'impresa in punto tecnico e senza lucro per sé.
Lo Stato, per quanto deprivato di un gettito fiscale diretto, nel contesto di tale manovra, sarebbe, comunque, avvantaggiato di maggiori introiti grazie alla fiscalità positiva nascente dagli incrementi produttivi che determinerebbero, necessariamente, un maggior gettito di imposte.
Una proposta semplice, questa. Giova osservare, in aggiunta, che non sarebbe difficile immaginare che molti cittadini, di fronte alla sicurezza dell'investimento ed alla sua incoraggiante redditività, potrebbero decidere, spontaneamente, di sottoscrivere quote aggiuntive di prestito eccedenti il 20% obbligato, magari ottenendo per questa ulteriore tranche una redditività inferiore di un punto - che risulterebbe, comunque, vantaggiosa per il risparmiatore - e che varrebbe ad alleggerire ulteriormente l'impalcatura economica di tutta l'operazione di credito all'impresa e di promozione dello sviluppo.
"Stanzedarte"